Category: Articoli e documenti di lavoro

2E: High cognitive skill and associated conditions Chapter I: The case of dyslexia

Gifted children that are also dyslexic are not often observed –
Neither high cognitive skills nor dyslexia are detected, sometimes even up to middle school.
In the first years of elementary school suggestive signs of the condition can be spotted already.
After a brief examination of the situation, we’ll discuss what signs to look for.

Giftedness – TENDENCIES: Summary from the literature. A point of the situation. What the most recent research tells us.

Giovanni GalliPsychologist, educational Psychologist, specialized in giftedness Taken from:Alto Potenziale e dintorni.Quaderni su giftedness, talento, alto potenziale cognitivo, plusdotazione:Numero 1,

The dark side of the force

Hephaestus in greek mythology, Vulcan in roman mythology, is the god of fire, of forges, of engineering, of sculpture and

Profilo alla WISC-IV in una popolazione di 88 APC (plusdotazione)

Giovanni Galli, psicologo specializzato in APC/plusdotazione, 8 settembre 2019 Nuovi dati: 88 entrate (dai 6 anni ai 14 anni) 65% QI

Principi per una pedagogia per l’APC (plusdotazione)

Giovanni Galli, psicologo, psicopedagogista specializzato in APC (plusdotazione) 1° settembre 2019 A richiesta di alcuni docenti riassumo alcuni principi per

web seminari autunno 2019 + gennaio 2020

alto potenziale cognitivo, plusdotazione, giftedness, talento e dintorni, a casa e a scuola. Che fare? scarica programmainformazioni ed iscrizioni presso:

Sublimazione ed aggressività

Il problema dell’integrazione dell’aggressività è un altro elemento importante nella problematica del ragazzo ad alto potenziale cognitivo. L’attività intellettuale molto precoce può favorire una rimozione delle tendenze aggressive.
Il desiderio di sapere permette loro una migliore uscita dalle pulsioni aggressive grazie alle sublimazioni.

L’APC e la socializzazione: gioco, gioco motorio, gioco sociale

Il gioco ed il giocare sono un luogo di costruzione di scenari.
Si può considerare l’isolamento, il giocare solo, con se stesso, come una difficoltà della costruzione e immaginazione di un scenario soggettivo, ciò in assenza di un obiettivo comune da raggiungere per i membri del gruppo ludico?
Una impossibilità di giocare assieme, perché lo scenario del bambino normativo non si aggiusta allo scenario del bambino APC e non lo soddisfa?
Non è data a tutti noi, la facoltà di sceglierci i compagni ed i gruppi a noi più congeniali?
Questa problematicità scenica alimenta quindi una relazione che si costruisce con difficoltà.
I bimbi APC, considerata la natura del loro funzionamento neuropsicologico
(precocità, arborescenza), durante la loro infanzia, dovrebbero stabilire e vivere un legame sociale, molto più produttivo della generale esperienza degli altri.

Il falso sé e gli APC.

E. Levin (2010) ci rende attenti a ciò che chiama la “funzione dell’amico”.
La funzione dell’amico nell’infanzia svolge un ruolo fondamentale in tutte le acquisizioni infantili, soprattutto nell’esperienza del bambino e nella “plasticità simbolica”.
Costruire il pensiero con questo altro simile è essenziale.
L’idea è che questi bambini, durante la loro infanzia, debbano stabilire e vivere un legame sociale, molto più produttivo della generale esperienza degli altri. Ben intesi, la posta in gioco non è il plusdotato o la plusdotazione, ma il rapporto con gli altri, vale a dire ciò che accade “tra due” soggetti, e l’esperienza che lì si può vivere in relazione al desiderio e allo sviluppo infantile.
Nel mondo globale di oggi, sicuramente la scuola ha un ruolo centrale di strutturazione del legame sociale, ben al di là di un luogo di conoscenza e di apprendimento.

Plusdotazione a scuola

Non è accettabile che degli allievi siano condotti a una situazione di insuccesso e di sofferenza. Non è accettabile attendere eventuali segni di sofferenza per calarci sul bisogno ed il riconoscimento di questi ragazzi.
I ragazzi plusdotati hanno bisogno di: essere riconosciuti, e ciò in maniera preventiva, di essere stimolati (motivati) e di godere di un equilibrio psico effettivo e sociale (la scuola deve compensare l’isolamento al quale questi ragazzi giungono).