“Non so come ho ottenuto il risultato, lo so e basta”.
Brevi appunti sul metodo e il saper studiare dei plusdotati.

Una breve spiegazione tra intelligenza fluida, memoria e velocità di elaborazione “bassa”.

Osservazioni di partenza: 
A) La parte largamente maggioritaria di giovani plusdotati (= APC) presenta dei dati discrepanti al test WISC (IAG >ICC). La scala IVE (indice di velocità di elaborazione) risulta statisticamente essere la meno riuscita.
B) Si osservano difficoltà metà cognitive (“non so come ho ottenuto il risultato, lo so e basta”).

È OPPORTUNO considerare e differenziare la competenza cognitiva dalla competenza esecutiva: la fragilità della seconda accompagna moltissimi nostri plusdotati.

(Sulla scacchiera ogni pedina attraversa tutte le caselle che incontra. Il cavallo le salta. Sulla scacchiera ogni pedina si scontra con l’avversario, il cavallo lo salta …).

3 elementi ci indicano una buona organizzazione nello studio:

  • la “pratica distribuita”, studiare in modo diluito nel tempo,
  • la definizione di un piano giornaliero,
  • la ripetizione.

Attenzione: la ripetizione resta il modo più sicuro per fissare l’informazione, perché è una legge fondamentale della connessione delle cellule nervose. 
Però il ragazzo APC “salta” la ripetizione perché acquisisce in fretta. Oppure non è motivato.

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