Internalizzazione – esternalizzazione. Brevi note sul disagio del plusdotato.

Che cosa vediamo quando osserviamo un bambino plusdotato in difficoltà: il disagio oppure la modalità attraverso cui quel disagio riesce a diventare osservabile?

Giovanni Galli, settembre 2026

nell’immagine:
Schiavo che si ridesta, Michelangelo, 1525-1530 circa, galleria dell’Accademia Firenze

Il disagio psicologico non si offre all’osservazione in modo diretto. Diventa conoscibile attraverso le forme che assume: pensieri, emozioni, vissuti corporei, comportamenti, relazioni. In questo senso, una psicodiagnosi non incontra semplicemente il disagio, ma le modalità attraverso cui il disagio si rende osservabile.

Da questa prospettiva è possibile parlare di una epistemologia del disagio: non soltanto chiedersi quale sia la sofferenza del soggetto, ma interrogarsi sulla direzione attraverso cui essa viene organizzata e resa conoscibile. Verso il mondo interno, attraverso ansia, ritiro, autocritica, rimuginazione e sofferenza soggettiva; oppure verso il mondo esterno, attraverso l’azione, l’impulsività, l’oppositività e il conflitto.

Nella plusdotazione questa distinzione assume un particolare rilievo. Le elevate risorse cognitive possono infatti modificare il rapporto tra esperienza e manifestazione del disagio, favorendone tanto una complessa elaborazione interna quanto, in determinate condizioni, una traduzione comportamentale. Internalizzazione ed esternalizzazione non sono dunque soltanto due forme cliniche del disagio, ma due differenti direzioni attraverso cui esso può diventare conoscibile.

La questione diagnostica diventa allora più radicale: non soltanto quanto disagio è presente?, ma attraverso quale forma e quale direzione quel disagio riesce a diventare visibile?

Cio ci deve consentire di mettere in discussione l’idea che ciò che è più visibile sia necessariamente ciò che è più grave. In un bambino ad alto potenziale, il comportamento osservabile potrebbe essere soltanto l’ultimo anello di un processo molto più complesso di elaborazione interna.