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L’ecosistema dell’attenzione nell’alto potenziale cognitivo

Nel panorama educativo contemporaneo, il focus attentivo dei soggetti ad alto potenziale (gifted) è spesso oggetto di equivoci: confuso con la distrazione o magari patologizzato come disattenzione. Tuttavia, incrociando le neuroscienze affettive con la psicologia della motivazione e la pedagogia attiva, emerge un quadro radicalmente diverso: l’attenzione è un ecosistema complesso che richiede condizioni specifiche per attivarsi.

Funzioni esecutive: disarmonia funzionale e “frizione evolutiva”

Come il metallo che prende forma sotto il martello e il fuoco di Efesto, il potenziale di un bambino necessita di “resistenza” per strutturarsi. La “frizione evolutiva” – il confronto con compiti sfidanti, coetanei o adulti competenti – è condizione necessaria affinché le funzioni esecutive, le abilità calde e fredde, e la metacognizione si integrino. Senza questo processo, il talento rischia di restare potente ma fragile, come metallo non ancora forgiato.

Non tutte le fughe portano lontano.

Non tutte le fughe portano lontano. 
Il concetto di “fuga centripeta” è un’immagine per descrivere il paradosso di un’energia mentale che, non trovando sfogo nella complessità del mondo esterno, finisce per implodere, schiacciando l’identità del ragazzo.
Con la locuzione “fuga centripeta”, desidero dare un nome a un malessere che spesso, nel mondo della scuola, viene scambiato per pigrizia, arroganza o semplice disinteresse.

Plusdotazione: tra tempo sospeso e tempo sciupato

“Per me la scuola non è né troppo veloce né troppo lenta.
È un tempo che non ha ritmo.
E un tempo senza ritmo non insegna a danzare il pensiero.”

Studente di 14 anni

Dell’intelligenza artificiale come modello dell’alto potenziale cognitivo.

Giovanni Galli Novembre 2025Tutti i diritti riservati ABSTRACT“Il concetto di intelligenza si è evoluto, passando da una facoltà esclusivamente umana a

Apprendere al ritmo del pensiero: tempo, misura e differenza nell’alto potenziale

Giovanni Galli Tratto da: APC: quaderni locali, numero 2, pagine 13-15, zetapiesse edizioni, Locarno, settembre 2025  Tutti i diritti riservati.    1. Introduzione: il paradosso

Le “mie” basi epistemologiche

Con una formazione psicologica, collego il paradigma tradizionale della plusdotazione (il più intelligente, il più sensibile, il più …)  per abbracciare un approccio costruttivista, relazionale e contestuale del talento, orientato alla promozione del benessere e della crescita della persona.

Una barriera sistemica alla realizzazione dell’alto potenziale APC. 

Siamo passati da una scuola fondata sull’“architettura lineare” a una società che stimola un “funzionamento reticolare visivo”. Il compito della scuola non è quello di scegliere tra i due, ma di fiondarsi nella modernità: custodire le abilità sequenziali e, al tempo stesso, valorizzare i nuovi stili visuo-spaziali, così da offrire agli studenti – e ai plusdotati in particolare – un ambiente di apprendimento all’altezza della complessità contemporanea.

Intelligenza artificiale e plusdotazione.

Le tecnologie intelligenti (o meno), infatti, non offrono soltanto risposte più rapide, ma modificano la struttura stessa dell’apprendimento: diventano ambienti di pensiero, spazi in cui gli studenti possono porre domande, generare alternative, collegare concetti distanti.