Il salto di classe serve?

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Il salto di classe è una soluzione utile ed efficace, specie se effettuato presto.

Tabella 1: effetto del salto di classe
(C. Jankech, Evaluation des mensures pour le HP, in: AAVV, Enfant à haut potentiel
intellectuel: du dépistage aux reconnaissances dans la famille et à l’école
, ASEP, Lausanne, 2001, pag. 61)

La ricerca di Jankech indica un miglioramento in 4 aree:

  • le relazioni
  • il comportamneto
  • i risultati scolastici
  • l’attitudine rispetto l’impegno.

In un recente studio, effettuato nel cantone di Ginevra, Svizzera (V. Jendoubi, A. Jaunin, N. Jagasia, Le saut de classe à l’école primaire genevoise Etude rétrospective sur 17 ans de dispense d’âge (1993-2009), Département de l’instruction publique, de la culture et du sport – Service de la recherche en éducation, 2013), gli autori concludono che:

  • tutti gli attori incontrati considerano che il salto di classe è tanto più efficace quanto precoce;
  • ma nello stesso tempo è tanto più assicurato quanto più richiesto in maniera tardiva;
  • il salto di classe è stato efficace nell’80% dei casi;
  • solo il 3% ha poi bocciato;
  • i risultati agli esami sono uguali se non superiori a quelli dei compagni;
  • il QI è superiore a quello dei compagni di classe (che hanno un anno in più);
  • i docenti di accoglienza danno per lo più un giudizio positivo
  • le maggiori resistenze sono dell’ordine dell’autonomia, la paura che il bimbo non sappia
    lavorare da solo.
  • E’ importante valutare il salto, caso per caso;
  • Il tasso di accettazione della richiesta di salto è passato dal 36% al 70%.

J. Grégoire (in Tordjman, 2010), utilizzando lo Iowa Acceleration Scale indica che i docenti hanno un’attitudine piuttosto reticente riguardo il salto di classe, mentre che gli allievi che l’hanno vissuto ne hanno una percezione positiva a corto e a lungo termine.
La maggioranza degli allievi APC ha potuto sormontare gli ostacoli senza troppi problemi.

Certamente il salto di classe non deve essere l’unica misura di aiuto in quanto, a seconda del potenziale del bambino, potrebbe rivelarsi necessario in maniera ripetuta. Cosa del resto acettata solo in determinate regioni, o paesi (in Ticino un anno solo).
Il salto di classe non è una pedagogia per l’APC. E’ una misura amministrativa, un medicamento certo utile, ma
sintomatico.

Il salto di classe mira all’accelerazione del curricolo, ma non necessariamente agli approfondimenti e nemmeno all’arricchimento. Non investe poi tutta la dimensione dei disturbi correlati possibili e tanto meno le modalità di funzionamento cognitivo di questi ragazzi (trattamento sequenziale o arborescente, velocità, meta-cognizione, eccetera). Per questi allievi, una corretta programmazione non deve mirare unicamente alla accelerazione, deve mantenere l’attenzione sulla natura e il funzionamento della intelligenza.

Nota 1: fra varie cose, nella valutazione del salto di classe, vale la pena calcolare in QI compensato come indica J.C. Terrassier.
Il metodo è molto semplice. Si tratta di ri – fare la quotazione delle risposte del ragazzo in funzione dell’età media degli allievi della classe superiore che raggiungerà. Il QI compensato indica allora il rango del ragazzo in questo gruppo di età. Secondo J.C. Terrassier, conviene che il QI raggiunga almeno 115 punti, affinché il ragazzo mantenga un margine d’agio e di sicurezza intellettuale sufficiente.

Nota 2: fra altre cose, nel salto di classe vale la pena osservare come si ripartiscono i vari punteggi delle varie sotto scale.
Nel WISC – IV:
ICV – IRP → GAI
IML – IVE → ICC

Bisogna stare molto attenti quanto alle dis-sincronie: quella “esterna” fra GAI (ICV + IRP) e ICC (IML + IVE) a discapito della seconda.
Bisogna pure portare molta attenzione se vi sono delle dis-sincronie interne ai due indici globali indicati.
I vari profili che appaiono indicano necessità operative differenti, da investigare.