settembre 2013, Giovanni Galli

Uno degli obiettivi principali della conquista dello Stato da parte del neoliberismo politico è la trasformazione dei servizi pubblici in mercato. Questo processo di accaparramento è tuttora in corso.

La conquista della scuola – traducasi: lo sponsoring alle scuole private – , fondamentalmente, si basa su due dinamiche:
– la competizione, fra istituti e sistemi scolastici,
– la libera scelta dell’istituto scolastico da parte dei genitori.

Sappiamo come il confronto fra scuole e istituti è oggi subordinata alla competizione (Pisa, Invalsi, Harmos e quant’altro). 
Il liberismo impone la competizione considerando che il mercato induce a migliorare l’offerta e che l’utenza tenderà così a scegliere il miglior prodotto, o il migliore rapporto qualità prezzo.

Il corollario della competizione fra scuole è la libertà di scelta dell’istituto.

Con la libertà di scelta si indica la possibilità per i genitori d’iscrivere il proprio figlio in un plesso scolastico di loro gradimento, eliminando l’obbligo di frequentare la scuola del quartiere di residenza.

Noi vediamo i benefici (si fa per dire) del mercato.
Per alcuni cittadini la lista della spesa comporta rigorosamente prodotti Bío. Per altri conta piuttosto la marca del prodotto (più che lo stesso prodotto), infine per alcuni la libertà si esaurisce con la busta paga alla fine del mese.

La libera scelta permette così il genitore di scegliere quello che secondo lui è il migliore istituto. Un po’ come andare al mercato, in un negozio piuttosto che l’altro, annusi un pomodoro, lo scarti, provi i pantaloni, preferisci quelli di marca, e così via …
La libertà di scelta in verità è lo strumento che consente l’inserimento della scuola pubblica in un contesto di mercato.

Le scuole post-obbligatorie sono già inserite in un contesto competitivo. La trasformazione della scuola dell’obbligo è tuttora in corso.
Per quanto concerne la libera scelta, nella scuola dell’obbligo, la conquista appare ancora a livello larvale.
I benefici (si fa per dire) della competizione tra scuole non potranno essere totali finché le famiglie non saranno libere di scegliere l’istituto.

La realtà indica molto bene come la libertà di scelta dell’istituto scolastico da parte dei genitori, ha comportato rapidamente lo sviluppo di scuole di serie A (quelle capitalizzate dalle famiglie che possono permettersi le scelte) e scuole di serie B (quelle capitalizzate dalle famiglie che non possono permettersi le scelte).

In verità a tutto ciò va sommata una terza dinamica, che è legata alla sovvenzione pubblica delle scuole private.
Se alla libertà di scelta e alla competizione fra istituti sommiamo poi una qualsiasi forma di sovvenzione pubblica alle scuole private, ma anche una sovvenzione privata (chiamate donazioni) alle scuole pubbliche, stiamo freschi.

Il presente articolo è stato pubblicato in Sinistra.ch